>> venerdì settembre 11, 2015

EVA WEISSMAN DELL'HD SOCIETY OF AMERICA INCONTRA I RAPPRESENTANTI DELL'AICH E DEL CATTANEO LAB

Eva G. Weissmanè una di quelle fortunate donne che hanno praticamente attraversato un secolo, ci sia permessa la galanteria di farle i complimenti per lo stile vitale e elegante in cui sfoggia i sui anni.

Anni intensi e combattivi. Fuggita da Vienna a causa delle persecuzioni naziste (questa parte della sua sua vita è ora narrata in libro autobiografico “The War Came to Me”) è approdata a Cleveland negli Stati Uniti dove si è dedicata all’assistenza sanitaria.

L’incontro con Marjorie Guthrie, la moglie del folksinger Woody Guthrie affetto dalla Malattia di Huntington, le è stato fatale, ha infatti sposato la causa delle famiglie Huntington fino a diventare presidente della Società America per la Malattia di Huntington (HDSA), carica che ha conservato per molti tempo. Sotto la sua guida l’HDSA ha ottenuto straordinari risultati per l’assistenza alle famiglie e il sostegno alla ricerca ed è diventata l’importante associazione che conosciamo oggi, punto di riferimento della Malattia di Huntington per tutto il mondo. Un traguardo ottenuto con grandi sacrifici, dedizione e spirito di servizio agli interessi della comunità. Le vicissitudine e le fatiche non hanno però scalfito il suo spirito aperto e cordiale.

Il suo viaggio a Milano e’ coinciso con il desiderio di incontrare le scienziate dell’Università degli Studi Elena Cattaneo e Chiara Zuccato e il responsabile della Lombardia per l’Associazione Italiana Corea di Huntington, Claudio Mustacchi.

 AICH Milano Onlus
Da sinistra a destra: Claudio Mustacchi, Eva Weissman, Chiara Zuccato, Ada Rink, Elena Cattaneo

I racconti delle ultime scoperte del Cattaneo Lab sul ruolo che il gene della proteina Huntington riveste nell’evoluzione del cervello e delle specie l’hanno vista manifestare l’entusiasmo di una ragazzina, anche perché le è stata data comunicazione in prima assoluta di una scoperta recentissima, che sarà pubblicata a breve sulle riviste specializzate (e il nostro sito non mancherà di mettervi alle corrente).

La conversazione si è anche soffermata a lungo sul ruolo delle associazioni e dei volontari. Da leader della comunità huntington internazionale ha raccolto informazioni sull’associazionismo in Italia, ha invitato a unire le forze il più possibile e a battersi per l’assistenza ai pazienti e alle famiglie. “Da sostenere con grande impegno”, dice Eva G. Weissman, “è l’opera dei social worker (gli assistenti e gli operatori sociali). Sono uno dei più importanti strumenti che abbiamo in questo momento per la qualità di vita delle famiglie, nell’attesa di una cura che non sappiamo quanto lunga sarà”.

L’intensa conversazione è stata seguita anche dalla padrona di casa e cortesissima ospite dell’incontro, Ada Rink, amica di Eva, fuggitiva anch’essa dalla Vienna nazista, che già ospitò nella sua casa Marjorie Guthrie quando incontrò il neurologo Tommaso Caraceni, evento dal quale nacque la nostra associazione.

Ringraziamo Ada per l’ospitalità e Eva per l’onore dell’incontro, nel proseguire il cammino aperto da lei e Majorie, faremo tesoro dei preziosi consigli ricevuti. Auguriamo a queste due splendide ragazze che hanno visto gli orrori dell’umanità, di poter vedere le grandi conquiste di pace della scienza fino al definitivo traguardo della cura per l’Huntington.

La redazione aichmilano.it

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