“To be Huntington or not” al festival internazionale Uno sguardo raro

Grazie alla partecipazione di Huntington Onlus alla IV edizione del festival Uno sguardo raro – il Festival  internazionale di cinema sulle malattie rare – il documentario To be Huntington or not sarà proiettato il giorno giovedì 31 gennaio alle ore 10 presso la storica scuola di cinema e televisione di Roma, Istituto R. Rossellini, durante un incontro speciale dedicato gli studenti, dove interverrà Maria Grazia Fusi, consigliere di Huntington Onlus, insieme al regista Gionata Coacci.

L’istituto partecipa grazie al Contributo Azione C2 “Buone pratiche, Rassegne e Festival” nell’ambito del Piano Nazionale del Cinema per la Scuola promosso dal MIUR e dal Mibactalle attività del Festival con i suoi studenti.

To be H or not  è un documentario dedicato ai giovani coinvolti dalla malattia di Huntington. Abbiamo voluto mettere in scena un intrecciarsi di storie e di vissuti tra l’Italia e il Sud America, per raccontare cosa significa convivere ogni con la malattia di un genitore e, allo stesso tempo, con la possibilità, la paura o la certezza di ereditare la malattia. Storie non solo di dolore e di fatica ma di coraggio e di amore, storie di vita.

“Siamo molto felici che il nostro film sia stato scelto come spunto di riflessione sul tema della malattia e sui nuovi linguaggi con cui essa può essere raccontata!”, spiega il regista.

“L’obiettivo – sottolinea la direzione artistica del Festival – è quello di promuovere le migliori opere video sulle malattie rare per creare un punto d’incontro solidale tra il mondo del cinema e questo mondo e dare un impulso alla produzione di nuovi registri di comunicazione visiva sul tema. Un punto di partenza per raccontare come l’esperienza di chi ha già lottato e magari raggiunto qualche vittoria, sia una ricchezza da condividere. La nostra missione diventa quindi trasformare l’invisibilità dei malati rari in visibilità e vogliamo raccontare il “vivere diverso” per far riflettere sull’importanza della comprensione, dell’inclusione e della gentilezza”.