TRIS DI CUORI: una malattia, tre fratelli, un podcast

TRIS DI CUORI è il secondo podcast nato nell’ambito del progetto Moving Forward che vede la nostra Associazione a fianco dell’EHA European Huntington Association. Viene dopo Cronaca di una sorte annunciata che riprende il libro dello spagnolo Luis Aguilera Vera, un giovane a rischio che “vuole cercare di dare voce a chi vive nella stessa situazione, offrendo visibilità alla malattia e solidarietà a chi ha dubbi simili”.

Protagonisti di TRIS DI CUORI sono oggi tre fratelli. “Il titolo mi è venuto in mente cercando di tradurre l’espressione inglese «Three of a Kind», tre dello stesso tipo. Ho pensato alle famiglie Huntington: un unico seme, un unico numero, ma infinite possibilità di gioco. Ogni famiglia è diversa, ogni storia prende una direzione tutta sua, anche quando la radice è la stessa. Mi piaceva l’idea di un titolo che parlasse di legami, di incastri, di qualcosa che resta anche quando le carte cambiano”, spiega Claudia Villa, coordinatrice italiana del progetto che ha curato la realizzazione del podcast.

Tommaso, Maddalena e Simone si passano attraverso le puntate il testimone di una storia che è naturalmente la stessa ma che con la stessa naturalità si fa diversa a seconda di chi la racconta, ancorata a quello che è il proprio sguardo, il proprio sentire, il proprio lasciar andare.

Tommaso è il maggiore. Ha un modo diretto di dirsi, molto concreto. È abituato a prendersi responsabilità, anche quelle che non gli vengono chieste. Parla di scelte difficili, di consapevolezze che arrivano col tempo, e del ruolo di chi cerca di essere un punto fermo. “Alla fine, il dolore nella vita di tutti i giorni insegna di più che la gioia, ma non perché sono pessimista. Affrontare determinate situazioni ti porta a ragionare, a valutare, a giudicare, o meglio a non giudicare.”

Maddalena è la sorella di mezzo. Nella sua narrazione c’è un mix di profondità e leggerezza. Ama viaggiare, stare con le persone, vivere le cose. Allo stesso tempo affronta le sfide con determinazione, senza tirarsi indietro. La sua prospettiva tiene insieme vita e difficoltà. Noi ne abbiamo sempre parlato e anzi, abbiamo sempre cercato di fare qualcosa per far sì che se ne parli di più dappertutto. In realtà il nostro obiettivo è sempre stato quello.”

Simone è il più piccolo. Il suo percorso ha avuto tempi diversi, ma intensi. Parla di crescita, di attesa, di trovare il proprio modo di affrontare quello che arriva. Molto solare ed espansivo, la sua voce è spontanea e autentica. “Viviamo ogni giorno e speriamo nella medicina. Perché ripeto, siamo persone, non siamo la nostra malattia. Noi siamo delle persone e abbiamo davanti una vita che possiamo vivere, e che io voglio vivere al 100%”

E così, dopo le prime tre puntate, li ritroviamo insieme in un dialogo capace di ridare il giusto posto alle esperienze di ciascuno: parlano della malattia, ma soprattutto di cosa significa viverla da fratelli.

”… fratelli diversi fra loro, ma con un legame – prosegue Claudia – che si sente anche da lontano… uno di quei legami che riconosci subito, anche solo guardandoli insieme.  Quando ho proposto loro l’idea, non hanno esitato un secondo: erano entusiasti, curiosi, pronti a mettersi in gioco e a condividere pezzi di vita che non sono sempre semplici da raccontare … mi hanno fatto entrare nelle loro storie. Prima da soli, con i propri tempi e il proprio modo di raccontarsi. Poi insieme, come fratelli, con tutto quello che comporta: ricordi, differenze, risate, momenti più intensi. È stato bello vedere come le loro voci si incastravano, si completavano, si lasciavano spazio. … Tris di Cuori è questo: niente di perfetto, niente di studiato, solo tre vite che si raccontano e una che ascolta.”

Ad ascoltare adesso possiamo esserci anche noi: il podcast TRIS DI CUORI è presente su SPOTIFY.

Lascia un commento