Secondo nome: Huntington va in trasferta. Dopo Milano e Pavia, arriva a Torino

“Sono storie di vita quotidiana, frammenti di routine familiari che svelano equilibri sospesi tra il coraggio e la paura del presente, che ci raccontano gesti ordinari, ma non scontati; sono problemi da osservare con delicatezza, un mondo di disabilità che si ribella alla dimenticanza”  (Davide Crippa, curatore della mostra).

Quelli dei malati di Huntington e delle loro famiglie sono destini segnati dal cambiamento: un cambiamento delle abitudini quotidiane che si rispecchia negli ambienti domestici, trasformati progressivamente dalla malattia. Con il progetto Huntington & Design – aderendo ai principi di Open Care – abbiamo voluto, attraverso il linguaggio dell’arte, fondere il sapere che nasce dal lavoro di cura quotidiano con le competenze del saper fare del mondo del design, per rispondere a necessità concrete di coloro che sono coinvolti dall’Huntington. Grazie alla fabbricazione digitale e alle tecnologie open dei fablab/makerspace dell’area milanese, è stato creato un dialogo diretto tra portatori del bisogno e possibili realizzatori, con un’accelerazione dei tempi di produzione e una naturale personalizzazione.

Secondo nome: Huntington è oggi un duplice viaggio: quello del visitatore che può diventare, per il tempo della visita, parte della nostra comunità e quello della Mostra stessa che, dopo Milano e Pavia, arriva a Torino con le opere di:

Damiano Alberti, Exoskeleton con Opendot
Lorenza Branzi e Nicoletta Morozzi, Vestirsi è facile in the age of internet con WeMake
Lorenzo Damiani, OPEN & COMFORT con Polifactory
Ghigos, Duo con Ideas BIT FACTORY
Alessandro Guerriero, aTuttoCuore con Ideas BIT FACTORY
Claudio Larcher, Handle for you con TheFabLab
Claudia Scarpa, Lorenza Branzi, Serpica Naro, Comfort Digital con WeMake
Brian Sironi, Handy con Ideas BIT FACTORY
Sovrappensiero, Balancè con Yatta!
Tecnificio, INFILL con Polifactory
e i lavori vincitori del Contest under 35 realizzati da FabLab Milano:
OPTICAL di Tommaso Brillo
MANTA MEDICAL di Daniele Enoletto e Angelo Passariello
DONUT di Sirine Graiaa, Giulia Massacesi, Elodì Malacarne

La Mostra rimarrà esposta un mese, dal 30 maggio al 29 giugno, presso la Sala Athenaeum – Biblioteca storica di Ateneo “A. Graf” dell’Università degli Studi di Torino, dove sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19.

L’inaugurazione in programma nel pomeriggio di mercoledì 30 maggio, sarà preceduta da una TAVOLA ROTONDA   prevista per le ore 15.30 presso l’aula Principi d’Acaja dell’Università e moderata dal Presidente Claudio Mustacchi – alla quale sono stati invitati:

  • Chiara Appendino, Sindaco della città di Torino
  • Gianmaria Ajani, Rettore Università degli Studi di Torino
  • Antonella Parigi, Assessore alla Cultura Regione Piemonte
  • Davide Crippa, curatore della mostra
  • Maria Teresa Giordana, Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” – Università degli Studi di Torino
  • Pete Kercher, Vice-Presidente associazione Design for All Italia, Ambassador Associazione Europea EIDD-Design for All Europe
  • Claudio Larcher, designer

e Rappresentanti di: Fablab Torino, Istituto d’Arte Applicata e Design, Istituto Europeo Design, Dipartimento di Design Politecnico di Torino.

Con la sempre più massiccia diffusione di un’idea emozionale del design, sono maturi i tempi perché i designers si occupino non solo della malattia, ma anche e soprattutto dei malati.. Sono proposte piccole, semplici, discrete, ma proprio in questo sta la loro peculiarità: nell’umiltà con cui hanno accettato di prendersi cura di una difficoltà, fornendo la risposta più complessa. Quella della semplicità”, racconta Silvana Annichiarico – Direttore Triennale Design Museum nel saggio Prendersi cura contenuto nel Catalogo della mostra Secondo nome: Huntington, acquistabile online. L’intero ricavato sarà devoluto alla nostra Associazione e alle sue attività.

Scarica qui la locandina della mostra e diffondi l’invito!